Epigrafi
Epigrafi
Molto importanti per la storia di Lizzanello sono le epigrafi che qua e là si possono leggere in paese e nei dintorni.
Oltre a quelle già citate se ne riportano altre più significative.
La presenza dei conti Paladini, oltre che da tutto il resto, è testimoniata dalla seguente epigrafe posta sulla tomba sita nella Chiesa di San Lorenzo Nuovo.
L' epigrafe così dice:
D.O.M.
HUC GRESSUS DIRIGE, ADVERTE HUC LUMINA VIATOR AVIDIS NON SICCIS
OCULIS. GEORGIUS ANTONIUS PALADINUS LITIANELLI MELENDUNI ALIORUMQ. FEUDORUM DOMINUS, IN VERE AETATIS SUAE CASTISSIMUS.
IN HYEME PRUDENTISSIMUS. DELITIAE CHARITUM ASTREAE ALUMNUS.
MAVORTIS DECUS, MAIORUM SEQUTUS SUORUM VESTIGIA A COMATA
GALLIA
HUNC ADVENIENTUM ARMORUM PRAEFECTUS A NEAPOLITANIS PROREGIBUS
CREATUS.
PLURIES PIRATARUM TERROR. TURCARUM PROPUGNATUR
ACERRIMUS. IN UTRAQ. FORTUNA AEQUISSIMUS, CRISTIANAE RELIGIONIS
CULTOR MAXUMUS. IN NATOS SUOS TENERRIMUS. IN FRATRES IN
PROPINQUOS HUMANISSIMUS. IN SUBDITOS PATERNO FUNCTUS MUNERE.
UXORIS SUAE LACRIMATUS FUNERA. NUNC ET SEPULCRO PROXIMUS
HIC IACET
ANNO DOMINI MDCLVI DIE XXIII JUNII.
(A Dio Ottimo e Massimo Qui dirigi i passi. Qui volgi lo sguardo o viandante con gli occhi desiderosi e non senza lacrime. Giorgio Antonio Paladini, signore di Lizzanello, di Melendugno e di altri feudi, nella primavera (da giovane) della sua età integerrimo, nell' inverno (da vecchio) prudentissimo, educato alla giustizia e alla grazia, decoro della guerra, seguì le vestigia dei suoi antenati provenienti dalla chiomata Francia. Fu eletto comandante dei fanti dai viceré di Napoli. Più volte terrore dei pirati. Acerrimo difensore contro i Turchi. Molto equo nella buona e nella cattiva sorte.
Cultore massimo della religione cristiana. Tenerissimo verso i suoi figli. Affabilissimo verso i fratelli verso i parenti. Trattò con affetto paterno i sudditi. Pianse la morte di sua moglie. Ora giace qui accanto al (suo) sepolcro.
Anno del Signore 1656, giorno 23 giugno).













